Jon's profileObviously a BeliverPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    29/06/2009

    Oh Deanna

    Vi diranno forse di scrivere di più, o di essere meno ermetici, o di avere meno metrica e più sentimento e chissà che cazzo altro. La verità è che alle volte le parole non fanno che mettersi di mezzo, tra dove siete e dove volete arrivare. E hanno un effetto controproducente ogni volta che sono in posizione orizzontale, e ogni parola complica situazioni di per sé semplici, quando la cosa migliore è agire. Muovere le mani e tirare la coperta e vada come deve andare. C'è un alcolista che mi dice Oh Deanna, Di Ei Anna in un orecchio, e vedere che con te tutto è così drammaticamente spontaneo e piacevole non aiuta a pensare male. Uno non fa in tempo ad abituarsi al pessimismo cosmico che subito lo fanno tornare, gli mostrano il metro che misura tutto, il libro del sapere universale, la matematica della salsa e l'interpretazione del suo segno zodiacale. E quello che era teneramente oscuro diventa appassionatamente reale, e mi tocca tornare a sconvolgermi di sentimenti che pensavo arrivassero una volta sola. O al massimo due, ma la seconda intorno ai settant'anni, di modo da finire in un carcere speciale dove annegarmi nel succo d'arancia. Invece non mi porterai le arance, né verdura né altro male, dal momento che tutto sembra così limpido e desiderabile. Cosa vuoi che mi importi dei legami sociali, delle stratificazioni che si sono applicate sul tuo spirito in tutta questa vita, ma che di fondo resta uno spirito tale quale al mio. Ed è quindi semplice e razionale riconoscere senza nemmeno dirselo che le parole a volte si mettono solo di mezzo, quando uno avrebbe di meglio da fare che partire o scrivere. Cerchiamo la bellezza ovunque. Poi quando uno la trova anziché gridare Oh Deanna Deanna se ne resta zitto e rapito a ragionare come non sconvolgere l'ordine attuale degli addendi, le trame inutili ordite dalla noia e dal tempo, i veli sui sentimenti che faremmo meglio a strappare. Ma io mi sento bombarolo e presto o tardi queste parole che si stuppano nell'attesa e non ci fanno scorrere verso la foce le farò saltare. Presto o tardi, dovessi avere settant'anni. E anche tu faresti meglio a non aspettare.